SPORTELLO FISCALE “FISCOOPES RISPONDE”

Allegato_discipline

REVISIONE DELLA DELIBERA CONI 1566/2016

Un recente pronunciamento del Consiglio Nazionale del Coni (delibera n. 1566 del 20 dicembre 2016 avente ad

oggetto: “Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche-Elenco discipline sportive

ammissibili”) offre motivo per tornare a parlare del registro Coni delle società e associazioni sportive

dilettantistiche e delle novità che si prospettano per questo 2017. Il Coni ha individuato 396 discipline (almeno

al momento, altre 80 stanno “bussando” alla porta) che, ad oggi, possono ritenersi attività sportive

riconosciute e prevede che possano essere iscritte al registro Coni (con conseguente applicazione delle

agevolazioni fiscali e previdenziali ad esso connesse) soltanto quelle associazioni o società sportive

dilettantistiche che dichiarano di svolgere quelle specialità inserite nell’elenco.

Il Coni, infatti, ha ritenuto di dover adottare ogni misura “tesa alla corretta individuazione dei soggetti che,

riconosciuti ai fini sportivi, usufruiscono di trattamenti fiscali e previdenziali agevolati e per eliminare fenomeni

di elusione, purtroppo emersi in fase di verifiche successive”; a tal fine ha deliberato che l’iscrizione al registro

delle associazioni e società sportive dilettantistiche “che vale il riconoscimento ai fini sportivi del Coni sia

conseguita esclusivamente con riferimento alla pratica delle discipline sportive di cui all’allegato elenco”. Viene

inizialmente fissato 1 Marzo 2017 il termine ultimo “per le attività di bonifica” e, quindi, “cancellare le iscrizioni

non supportate dallo svolgimento della disciplina sportiva in elenco”. Ne consegue che lo svolgimento di una

attività non rientrante tra quelle approvate dal CONI, non consentendo l’iscrizione al registro, oltre a non

consentire la defiscalizzazione sui corrispettivi specifici, inibisce anche la possibilità di riconoscere a chi la

pratica i compensi previsti dall’articolo 67, primo comma, lettera m, del Tuir.

Ma andiamo all’origine. La norma di partenza è il secondo comma dell’articolo 29 dello statuto del CONI

(approvato con D.P.C.M. 18.06.2014) che prevede che i poteri del Consiglio Nazionale del CONI in materia di

riconoscimento ai fini sportivi delle associazioni e società sportive dilettantistiche (e, quindi, del riconoscimento

della loro legittimità ad entrare nell’ordinamento sportivo) possano essere delegati alle: “Federazioni sportive

nazionali, ovvero … discipline sportive associate, ovvero … enti di promozione sportiva” (sul punto vedi la

delibera n. 1288 del 11.04.2004 del C.N. Coni), così come in effetti è avvenuto, con onere a carico di queste

degli adempimenti di: “raccolta, verifica e conservazione della documentazione necessaria (atti costitutivi,

statuti e relativi verbali di modifica” (delibera 1438 del 07.06.2011 C.N. Coni). Come previsto dalla delibera da

ultimo citata, a partire dalla stagione 2011/2012, il riconoscimento provvisorio fornito dagli EPSe all’atto della

affiliazione “si intende nullo in mancanza della iscrizione al registro entro 90 gg. dalla data di acquisizione del

flusso di aggiornamento inviato dalle FSN/DSA/EPS alla direzione territorio e promozione dello sport – ufficio

riconoscimento organismi sportivi”. Il citato registro delle società e associazioni sportive dilettantistiche è

previsto dal comma 4-bis dell’articolo 29 dello Statuto del CONI e trae la sua origine dall’articolo 7 del D.L.

136/2004, convertito nella legge 27 luglio 2004 n. 186.

Sia la disciplina del riconoscimento ai fini sportivi che le modalità di tenuta del registro CONI sono di

competenza del Consiglio Nazionale del CONI secondo quanto indicato al comma 4, lettera b), e o3)

dell’articolo 6 dello Statuto del CONI. Tali poteri traggono origine dall’articolo 5, comma 2, lett. c) del D.Lgs.

242/1999.

Ciò comporterà, sotto il profilo pratico, che, mentre in passato l’indicazione in statuto generica di svolgimento

di attività sportive, di affiliazione a Federazioni non meglio individuate, poteva essere considerato requisito

sufficiente, al fine di poter ottenere il riconoscimento ai fini sportivi dal Coni e la successiva iscrizione nel

registro apposito, ora sarà necessario, in maniera vincolante, indicare nello statuto la tipologia di attività

sportiva esercitata.

Infatti solo se ed in quanto questa sia indicata tra quelle riconosciute dal CONI si potrà procedere all’iscrizione

e al conseguente diritto a godere delle agevolazioni conseguenti.

Quindi, primo aspetto, sarà necessario modificare, se del caso, gli statuti per indicare espressamente quale sia

la disciplina sportiva praticata.

Ma questo significherà anche che il riconoscimento non sarà più in capo alla società o associazione sportiva in

maniera indiscriminata ma solo per le attività riconosciute. Ne conseguirà che l’istruttore di una disciplina

compresa nell’elenco potrà godere delle agevolazioni sui compensi, negate, invece, all’istruttore di attività non

inserite. Discriminazione legittima? Parliamone.

in data 14 febbraio 2017, la Giunta Nazionale e il Consiglio Nazionale CONI hanno deliberato, accogliendo la

richiesta avanzata dal Coordinamento degli Enti di Promozione Sportiva, di mantenere fino al 31/12/2017 le

iscrizioni al registro CONI per quelle ASD / SSD le cui discipline praticate non trovano più rispondenza in quelle

approvate dal CONI.

Il Consiglio Nazionale, altresì, ha provveduto a deliberare un nuovo elenco delle discipline sportive ammissibili

al registro, recependo solo in minima parte, le richieste avanzate dal Coordinamento degli Enti di Promozione

Sportiva.

COSA CAMBIA?

Il Consiglio Nazionale ha deciso di confermare fino al 31/12/2017 le iscrizioni al Registro CONI rinviando il

termine per la "bonifica" originariamente prevista per il 1 Marzo 2017 di tutte quelle associazioni e ASD le cui

discipline praticate non trovino più rispondenza negli sport ritenuti ammissibili dal CONI;

Gli sport restano 102, come previsto in origine; ma si traducono ora, dopo l’ ultima delibera CONI, in 384

discipline sportive ammissibili per l’ iscrizione al Registro CONI (in luogo delle 396 del Dicembre scorso). Latitano

ancora "sport" (o presunti tali a questo punto) come il Crossfit, il Pilates o il Krav Maga, ma trovano conferma

(con tutto rispetto) "sport" di massa quali la palla, il lancio del formaggio, i birilli e la morra . Da evidenziare

inoltre che, discipline come il Jet Kun Do (codificato da Bruce Lee nel 1965) compare tra le discipline che fanno

capo al KUNG FU TRADIZIONALE mentre il Silat (nato in Indonesia intorno al 1600), il Kali Filippino (nato nelle

Filippine intorno alla metà del 1500) sono racchiuse nella sezione KUNG FU MODERNO.

Con la sensazione che si sia sprecato un’ ulteriore occasione per "fare chiarezza" nel mondo sportivo non posso

che condividere il pensiero del Coordinamento Nazionale degli EPS che, per bocca del proprio Presidente ha

espresso il proprio profondo rammarico per quelle discipline che pur avendo le dovute caratteristiche e una

vasta base sociale, non sono state riconosciute ammissibili dalla Giunta CONI, mentre permangono nell’elenco

discipline sconosciute ai più ed ancor meno praticate.

Sono certo che ancora non sia stato scritto l’ ultimo capitolo di questa ennesima saga Italiana, quindi prima di

valutare se correre a modificare lo statuto pazientate ancora qualche mese.